1.1 Introduzione – Il primo programma in Java

Java è un linguaggio di programmazione ad oggetto oggi molto diffuso per molte sue caratteristiche, come ad esempio la compatibilità con diverse piattaforme. Lo stesso codice di un programma scritto in Java può tranquillamente essere compilato ed eseguito su qualsiasi macchina java-compatibile e su qualsiasi sistema operativo dotato della JVM.

Cominciamo ad analizzare la sintassi utilizzata da Java con esempi e spiegazioni…

In Java un programma è composto da una o più classi. Per il momento possiamo definire come una classe l’insieme di istrizioni di un programma o di un sottoprogramma. La dichiarazione di una classe inizia con la parola riservata CLASS ed un nome scelto per la sua identificazione. In Java ogni blocco di istruzzioni è sempre caratterizzato dalla presenta delle parentesi graffe aperte e chiuse contenenti tutte le istruzioni. Anche per le classi quindi, in seguito al nome va riportata una parentesi graffa aperta, che verra chiusa alla fine della classe.
Solitamente in Java il nome della prima classe di una file è usato anche come nome (file .java) del file stesso per evitare eventuali problemi in fase di compilazione del programma.
Java poi, è un linguaggio di tipo “case sensitive” ossia nota le differenze tra lettere maiuscole e miniscole. Quindi è necessario scrivere sempre correttamente la sintassi.
Come molti altri linguaggi di programmazione, ci sono due modi per inserire commenti personali all’interno del nostro codice. Quello con il doppio slash (//) valido solamente per una riga, e lo slash-asterisco ed asterisco-slash (/* – */) utilizzato per inserire commenti su più righe: il commento viene aperto con /* e chiuso con */ .

N. B. Solo le istruzioni e le varie dichiarazioni in Java terminano con il punto e virgola!!!

Una classe non può direttamente contenere delle istruzione, ma può contenere delle dichiarazioni di metodi prima, nei quali poi inserire tutte le istruzioni. Ogni metodo per essere aperto ha bisogno anch’esso delle parentesi graffe aperte al suo inizio e chiuse alla sua fine. Ci sono altri parametri che identificano un metodo, ma di loro parleremo in seguito.
L’attivazione di un metodo può essere definita solamente da un’altro metodo, ed al momento dell’attivazione è possibile, attraverso le parentesi tonde, passere dei parametri dei valori al metodo, separati da virgole ed aspettarsi un valore di ritorno.
Il metodo principale in Java è il metodo MAIN. Vediamo un banalissimo esempio di programma in linguaggio Java..

1. class hello
2. {
3. public static void main(String[] args)
4. {
5. System.out.println(“hello guys!”);
6. }
7. }

Commentiamo il codice..
Riga 1 — Ddichiarazione della classe di nome “hello”.
Riga 3 — Definizione del metodo main con in ingresso un array di tipo String e di nome “args” (come da prassi..).
Riga 5 — Questa è la prima istrizione trovata. Quest’istruzione richiama il metodo “println” della classe “out” della classe “System”, passandogli come stringa da stampare “hello guys!”. Ogni stringa stampata con qualsiasi metodo va sempre racchiusa tra i doppi apici.

Nella prossima lezione le variabili e gli assegnamenti.

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